CABALA E PRANOTERAPIA MCC

Pubblicato da Damiano Checchin il

cabala e pranoterapia mcc

La cabala e la Pranoterapia MCC hanno in comune l’utilizzo di forze energetiche riassunte in simboli e numeri.

La cabala è un sistema che tratta la natura di Dio (Energia Universale) e tutto ciò che da esso viene propagato.

Dio contiene tutto l’Universo e l’energia del divino, per giustificare la sua esistenza, si manifesta attraverso i dieci Sephiroth emanati da un’unica fonte come raggi energetici (il prana distribuito nel corpo e rilasciato attravero le mani).

I SEPHIROTH

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I Sephiroth sono rappresentati da un diagramma chiamato “Albero della Vita” e sono collegati da 22 sentieri, designati dalle 22 lettere dell’alfabeto ebraico.

I dieci Sephiroth, assieme ai ventidue sentieri, costituiscono le trentadue vie attraverso le quali la divinità ascende nell’uomo, esattamente come le trentadue forme energetiche caratterizzate dalla Pranoterapia MCC.

LE FORME ENERGETICHE DELLA PRANOTERAPIA MCC

L’energia pranica è caratterizzata da forme energetiche di vibrazione differente ma in perfetta correlazione tra di loro.

Ogni profilo energetico contiene in sé tutte le caratteristiche praniche da cui promana, nello stesso modo in cui ogni Sephirah contiene in sé tutti i successivi e quello da cui deriva.

Vi sarete accorti che cabala e Pranoterapia MCC hanno diverse affinità e che la conoscenza di una disciplina ne implica anche l’altra.

L’UNIVERSO MANIFESTATO E LA SUA DIVISIONE

I cabalisti dividono l’universo manifestato in quattro mondi:

ATZILUTH

BRIAH

YETZIRAH

ASSIAH

in ognuno di questi mondi vi sono 10 Sephiroth e, ognuna delle Sephirah è a sua volta divisa in un albero della vita composta da 10 Sephiroth per un totale di 400 (numero della lettera Tau, ultima lettera dell’alfabeto ebraico che esprime il compimento di tutte le cose).

Nella pranoterapia MCC, Atziluth corrisponde all’energia maschile dorica, Briah all’energia femminile ionica, Yetzirah alla trasmutazione delle forze ctonie in quelle aeriformi mentre Assiah alla sublimazione delle energie elettriche in quelle magnetiche.

ALBERO DELLA VITA, NATURA DELL’UOMO, CABALA E PRANOTERAPIA

Quando L’Albero della Vita è applicato alla natura dell’uomo e alla pranoterapia si creano tre nuove suddivisioni:

NEPHESCH

RUACH

NESCHAMAH

corrispondenti al corpo fisico, all’anima e allo spirito.

Nephesch corrisponde a Malkut, l’Io animale dov’è contenuto il prana grezzo non raffinato.

Ruach corrisponde alla mente raziocinante nella quale, l’energia mentale, entra in contatto con il prana grezzo per mezzo della Volontà (Thelema).

Neschamah corrisponde all’Io superiore, la scintilla divina che mette in contatto il pranoterapeuta con la Forza Suprema.

IL GLIFO O DIAGRAMMA DELLA VITA

L’abero della vita è un diagramma dove sono riassunte tutte le forze dell’universo.

E’ la rappresentazione delle infinite possibilità espressive dell’energia sia del micro che del macrocosmo.

La corretta interpretazione di questo simbolo permette di comprendere il mondo delle forme e quindi il mondo del “significato”, fornendo la chiave per la loro decrittazione.

Il pranoterapeuta, meditando correttamente attraverso L’Albero della Vita, può sviluppare enormemente le proprie capacità energetiche penetrando i segreti dell’universo nel quale vi ci abita.

Cabala e Pranoterapia MCC sono un insieme di tecniche spirituali utili ad oltrepassare il cosiddetto “quaternario inferiore” e realizzare “La Coscienza Tiphasica”, tanto cara ai cabalisti, e utile per la trasmissione pranica ai massimi livelli.

La profonda conoscenza della cabala porta lo studente di pranoterapia a considerare ogni sfumatura energetica in rapporto alla propria personalità, in relazione con il prana universale, utilizzandone ogni sua emanazione.

In questo modo comprenderemo ciò che ci spinge ad agire in una precisa maniera piuttosto che in un’altra e capiremo quale sarà l’intervento migliore per un determinato problema.

LA SEPARAZIONE DELLA CONSAPEVOLEZZA

L’esoterismo considera l’uomo come un animale congiunto ad un Dio vivente: ciò significa che lo spirito più elevato e la materia più bassa convivono assieme.

Si può asserire che l’uomo è un dio asceso nella materia per fare esperienza della morte nell’individualità.

Giuliano Kremmerz definisce l’uomo come “un angelo decaduto che ivi trova la sua umanizzazione e, la sua evoluzione, consiste nella riconquista della libertà divina”.

Cabala e pranoterapia MCC hanno lo scopo di sviluppare la coscienza fino a scoprire l’essenza spirituale di cui è composta.

Questa “essenza” non è altro che l’energia pranica, massima espressione della spiritualità in questo mondo materiale e permeato dalla matrice divina.

LE CARATTERISTICHE DELL’ESSERE UMANO ESPRESSE NEL PRANOTERAPEUTA

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Possiamo dividere le caratteristiche principali dell’essere umano in tre stadi di coscienza (proiezione della triplicità):

COSCIENZA MENTALE (IO INFERIORE)

COSCIENZA EMOTIVA (SE’ INFERIORE)

COSCIENZA FISICO-ETERICA (RIFLESSO DELLO SPIRITO SUPERIORE)

La coscienza è identificabile con l’essenza stessa dell’energia universale (prana divino) che è la manifestazione della vita in tutte le sue forme.

Ogni esperienza umana andrebbe trasformata in “stati di coscienza” o, per dirla alla maniera del pranoterapeuta, l’energia andrebbe liberata dalle impurità attraverso esperienze edificanti per il corpo e per la mente.

Il prana evolve nell’uomo in virtù dell’io inferiore poiché l’energia, scendendo nella materia attraverso la canalizzazione pranica, si identifica con essa sperimentandola attraverso il corpo dell’operatore.

E’ indubbio che la graduale manifestazione pranica attraverso il passaggio nell’essere umano, risvegli una coscienza spirituale assopita in noi grazie alla Via dello Spirito, creando il quinto regno di natura, denominato dagli alchimisti “quintessenza”.

La conoscenza della cabala e della Pranoterapia MCC accompagna la divinità (energia universale) a identificarsi con la materia che diviene consapevole perchè limitata da essa, in quanto, se non ci fosse tale limitazione, non ci sarebbe limite per la consapevolezza.

La coscienza deve germogliare dalla limitazione come il prana deve svilupparsi dal controllo tra la mente, il corpo e l’anima in un perfetto equilibrio alchemico.

Questo alito divino, peculiarità dell’uomo, è quella parte di forza divina che lo porta ad autoaffermarsi e a riconoscersi come essere separato dagli altri e quindi dal Tutto. È il NON-IO senza il quale l’IO non potrebbe manifestarsi.

Riconoscendo il mondo oggettivo in contrapposizione al mondo soggettivo e quindi, il prana individuale in antitesi a quello universale, si otterrà la manifestazione della consapevolezza umana in tutta la sua grandezza e lo sviluppo progressivo dell’energia nel corpo dell’operatore.

CONCLUSIONI

L’arte di padroneggiare la trasmissione pranica è quella del “distacco”: esso è un atteggiamento di indifferenza verso ciò che non appartiene al sé ed è uno dei segreti per lo studio della cabala e della Pranoterapia MCC.

E’ il rifiuto di identificarsi con la realtà materiale accettando la realtà spirituale.

Il pranoterapeuta deve raggiungere la “neutralità” in rapporto alle sue esigenze, imparando ad osservare con distacco senza giudicare.

Questo significa “vivere nel mondo senza essere del mondo” come ha predicato un famoso illuminato che, un tempo, ha abitato il nostro pianeta…


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